Modello di riferimento

Modello cognitivo

Psicologa Francesca Moro - Modello cognitivo

by Sabrina Gazzola

La Psicologia cognitiva è attualmente considerata a livello internazionale uno dei più affidabili ed efficaci modelli della psicologia clinica. La persona che chiede aiuto, porta sempre con sé una difficoltà, un problema, un sintomo, assolutamente presente, attuale, ma che è inevitabilmente accompagnato da sistemi di valori e di significati che si sono costruiti nel corso di tutta la storia di vita.

Il significato della storia che la persona porta con sé, non sta nei fatti accaduti, ma nella ricostruzione che ne fa la mente umana. Probabilmente, però, la capacità che abbiamo in quanto umani di raccontare e raccontarci svariati eventi in modo soggettivo, cogliendo o meno determinati personaggi, dettagli, e successioni di eventi, ci permette di rimanere il più possibile ancorati a ciò che abbiamo visto manipolando e generando nuovi significati (Veglia, 1999).

La relazione che si instaura è la dimensione privilegiata all’interno della quale l’individuo potrà esplorare nuovi significati e acquisire la consapevolezza dei propri processi emotivi, sperimentando modalità relazionali più flessibili e articolate, che favoriscono una maggiore stabilità emotiva e una maggiore capacità di fronteggiare gli eventi negativi.

L’obiettivo che il modello cognitivo si pone è il superamento del disagio emotivo dopo una ricostruzione dei meccanismi psicologici e delle tonalità emotive con cui si struttura la conoscenza di sé e del mondo, ponendo particolare importanza al significato che il sintomo riveste nella vita dell’individuo ed ai processi di mantenimento dell’identità personale. All’interno di questa cornice teorica, la persona che chiede aiuto, viene sollecitata a prestare attenzione agli aspetti importanti del proprio funzionamento mentale; verrà dunque guidata nell’osservazione e riflessione dei propri contenuti mentali, dei pensieri, delle emozioni e delle convinzioni che essa ha di sé, degli altri e del mondo.

Bisogna tenere sempre presente che quando si parla di individuo, non si parla di un blocco monolitico, ma di un soggetto che sperimenta molteplici eventi e relazioni all’interno di tanti ruoli diversi (moglie/marito, madre/padre, figlia/figlio, lavoratrice/lavoratore, etc.) ai quali può dare significati differenti.

È giusto, quindi, considerare la persona sempre nella sua molteplicità e pluralità.